ITASEC21 #DAY2: DALLE ESPERIENZE DELLA POLIZIA POSTALE ALLA CYBER DIPLOMACY E ALLA POLITICA EUROPEA

Si chiude qui la quinta edizione di ITASEC21: la principale conferenza italiana sulla sicurezza informatica. Rimandando le cifre al comunicato stampa finale, che sarà rilasciato lunedì mattina, lo staff può anticipare il suo entusiasmo per un’edizione record, che ha premiato lo sforzo di tutti gli organizzatori di questo evento che, storicamente, nasce per essere tenuto in presenza. Itasec21 guadagna in densità, rispetto all’edizione di Ancona del 2020: è durato un giorno e mezzo in meno – in considerazione delle diverse capacità di concentrazione che si hanno negli eventi online – senza cedere sul livello e la quantità generale dei contenuti. Al contrario, la modalità online ha favorito una migliore distribuzione del pubblico sulle quattro track che caratterizzano il convegno – stakeholder space, scientific track, workshop, vendor session – con piena soddisfazione dei relatori che hanno avuto la possibilità di divulgare le proprie conoscenze scientifiche e tecniche a una moltitudine di partecipanti.

Partendo dalla fine, l’ultimo dei preziosi interventi della giornata ha visto la partecipazione del prof. Roberto Baldoni, Vicedirettore Generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), che ha offerto una panoramica delle misure tecniche e legislative adottate in questi anni per rafforzare la tenuta del “Sistema Paese”. Proprio a Itasec, a Pisa nel 2019, Baldoni aveva presentato i primi passi di un percorso che è andato compiendosi nel tempo e che, dopo due anni, vede giunta a compimento l’istituzione del Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, che riorganizza la logica della sicurezza in Italia in favore di una migliore gestibilità delle minacce domestiche e internazionali. Baldoni ha anche elogiato le iniziative del Laboratorio nazionale di cybersecurity, CyberChallenge.IT e Olicyber, che coinvolgendo studentesse e studenti fin dal primo anno di scuola superiore di secondo grado, garantiscono un percorso d’eccellenza unico per accedere al mondo della sicurezza informatica: “Un fiore all’occhiello che contribuisce a rendere l’Italia rilevante a livello internazionale”, ha detto Baldoni.

Il livello della presentazione finale chiude idealmente un cerchio apertosi con il primo intervento della giornata nello Stakeholder space, che ha visto come ospite il Procuratore Aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dr. Giovanni Russo, con una presentazione sugli strumenti tecnologici che abilitano quotidianamente il contrasto al terrorismo e alle attività illecite.

I moderatori che hanno offerto la loro professionalità a Itasec21 per questa giornata, Alessia Valentini (Cybersecurity 360) e Luca Zorloni (Wired), si sono avvicendati nel presentare una moltitudine di relatori che hanno affrontato alcuni dei più centrali temi della sicurezza informatica, dagli strumenti per la tutela della pubblica sicurezza alla misura del fattore umano nel valutare la resilienza cibernetica di una organizzazione.

All’incontro sulla sicurezza dei servizi innovativi in ambito 5G, tema centrale nello sviluppo delle telecomunicazioni, si è affiancato quello sull’abbattimento delle barriere di genere nella sicurezza informatica, tema e missione del Laboratorio nazionale di cybersecurity e priorità del suo working group dedicato, CyberEquality, che ha anche organizzato il panel. Alla guida di questa giusta e sentita battaglia – quella per la parità delle condizioni di accesso alle materie Stem – la professoressa Dajana Cassioli, docente di Ingegneria delle telecomunicazioni all’Università dell’Aquila, che con gli altri partecipanti ha promosso una riflessione sulle ragioni che maggiormente potrebbero disincentivare le donne a intraprendere una strada professionale nel settore dell’informatica e della sicurezza.

Il culmine della Scientific track è stato invece toccato col keynote speech di Luciano Floridi, professore di Sociologia della comunicazione all’Università di Bologna, tornato da poco in Italia dopo una lunga attività di insegnamento all’Università di Oxford, che ha trattato il problema della valutazione e della gestione del rischio nella “hyper history” in cui stiamo vivendo (qui il link al video su YouTube). L’analisi si è concentrata sugli aspetti pratici connessi alla conversione dei rischi in costi e sul ruolo del comparto assicurativo in questo scenario. Nella medesima track è intervenuto anche Mario Polino, PostDoc Security Research al Politecnico di Milano e allenatore della nazionale italiana di hacking, il TeamItaly, trattando il tema della sicurezza in ambito industriale.

Le vendor session hanno visto invece la partecipazione di alcune delle più rilevanti aziende nel campo della sicurezza informatica e delle telecomunicazioni, in un avvicendarsi di presentazioni sulla prevenzione dei movimenti laterali negli attacchi cibernetici fino all’utilizzo dei big data nel contrasto alle minacce informatiche. Tra queste ha partecipato anche Cisco, la cui piattaforma Webex ha supportato l’intero programma di Itasec21.

Con la conclusione di Itasec21, a cui purtroppo per la prima volta non seguirà una cena di staff, si apre una riflessione fondamentale su quale sia il futuro della sicurezza informatica e se questa saprà stare al passo con le esigenze che quotidianamente montano in ogni settore (dal lavoro all’educazione), trasformando a poco a poco il rapporto di ogni essere umano con le tecnologie che impiega. Alcune risposte sono state date, alcune domande sono state poste; nell’incertezza rispetto alla location e alla data di Itasec22, non resta che lavorare per illuminare gli angoli della conoscenza ancora in ombra. Che sia online, in presenza, o entrambe, ci vedremo tra un anno con nuove risposte e rinnovate domande.

Riflessione zen della serata

“Ci lasciamo quest’anno con il proposito di non abbandonare mai la battaglia contro le barriere di genere, insopportabile orpello che imbriglia la scienza e non le permette di sprigionare tutto il suo potenziale. Speriamo che sempre più ragazze saranno attratte da iniziative come CyberChallenge.IT e Olicyber, all’interno delle quali hanno la concreta opportunità di creare un proprio percorso, contribuendo a quello di tutti i compagni e le compagne che incontreranno lungo la loro strada”.

Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity

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